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EDIZIONI SIMONE
Biometria urbana. Tecnologie, diritti e poteri nella città digitale - Michele Iaselli
Biometria urbana. Tecnologie, diritti e poteri nella città digitale - Michele Iaselli
Pagine
Pagine
218
Anno
Anno
Ottobre 2025
Autore
Autore
Michele Iaselli
Collana
Collana
Casa Editricie
Casa Editricie
EDIZIONI SIMONE
ISBN
ISBN
9788891443991
Impossibile caricare la disponibilità di ritiro
Le tecnologie biometriche — dal riconoscimento facciale all’impronta digitale, dalla scansione dell’iride all’analisi del passo — stanno ridisegnando il modo in cui viviamo gli spazi urbani. Non si tratta più solo di evoluzione tecnologica, ma della nascita di un nuovo contratto sociale tra cittadini e città, mediato da sensori, algoritmi e intelligenza artificiale. Un contratto che nessuno ha firmato, ma che tutti subiamo — spesso senza esserne consapevoli. Questo libro esplora con rigore e chiarezza la doppia natura della biometria urbana: da un lato strumento di accessibilità, efficienza e protezione; dall’altro possibile infrastruttura di sorveglianza, discriminazione e controllo. Attraverso una narrazione che intreccia esempi concreti, riferimenti normativi, casi di studio internazionali e riflessioni etiche, l’autore offre una guida lucida e documentata per comprendere il presente e immaginare il futuro. Dalle carte d’identità elettroniche ai sistemi predittivi nei trasporti pubblici, dai protocolli sanitari post-pandemia ai limiti giuridici imposti dal GDPR e dall’AI Act, il volume affronta le molteplici sfide poste dall’identificazione biometrica. Con un approccio multidisciplinare e uno sguardo critico ma costruttivo, invita il lettore a interrogarsi non solo su come funzionano queste tecnologie, ma anche su chi le controlla, quali valori esprimono e a chi davvero servono. Destinato a cittadini, amministratori, giuristi, tecnologi e a chiunque voglia comprendere come l’identità stia cambiando nell’era degli algoritmi, questo libro non offre ricette semplici, ma strumenti per scegliere consapevolmente il tipo di società in cui vogliamo vivere. Perché il futuro digitale non è qualcosa che ci accade: è qualcosa che possiamo ancora decidere di costruire insieme.
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